Il dono di organi e tessuti in Francia

Le Don d’organes et tissus en France – Il dono di organi e tessuti in Francia


Dopo aver participato ad una formazione sul dono di organi e tessuti ( La“Journée de sensibilisation sur le don d’organes et de tissus”) ho riflettuto sulle differenze che, in materia giuridica e bioetica, distinguono l’Italia dalla Francia.

Donare gli organi, seppur sia un gesto di estrema generosità, rimane una decisione molto difficile da prendere. Sia essa una donazione in vita o una volta defunti. Sono molte le ragioni che possono influire su questa decisione: religione, difficoltà ad accettare il lutto e la separazione, il concetto che ognuno ha del corpo. Ma cosa ben più importante nessuno deve sentirsi obbligato a fare dono dei propri organi. In Francia, infatti, la legge tutela il rifiuto alla donazione.

Dal momento che trovo la questione molto affascinante, approfitto della mia formazione per condividere con tutti coloro che sono senibili all’argomento ciò che ho appreso. Tuttavia, la legislazione di cui vi informerò riguarda unicamente lo Stato francese.

La Journée è stata organizzata dalla coordination des prélèvements d’organes et de tissus, Hopitaux universitaries Pitié-Salpetrière – Charles Foix , e si è svolta lunedi 9 marzo.

Ma entriamo nel vivo del discorso.

Cosa si intende per donatore di organi? Quali sono gli organi e i tessuti soggetti a tale donazione?
Seppur la domanda possa apparire banale, sorprenderà scoprire che molta gente ignora quali organi siano donabili. Quando si parla di donazione di organi, si pensa immediatamente al fegato e ai reni, forse al cuore; mentre i più informati non escludono i polmoni ed altro ancora.
Ecco, essere donatore di organi e tessuti significa rendere disponibili al prelievo: fegato, reni, intestino, pancreas, cuore, polmoni , per quanto riguarda gli organi; cornea, pelle, arterie, vene, ossa e valvole cardiache, per quanto riguarda i tessuti.
E’ possibile però donare solo alcuni organi, ponendo quindi un limite. Per farlo, è sufficiente parlarne ai propri cari ( à vos proches, come si direbbe in francese, ed utilizzo questa parola non a caso, più avanti vi spiegherò il perché).

Chi può donare?
Giovane o anziano, malato o in salute, non esiste una controindicazione alla donazione di organi e tessuti. I medici valuteranno caso per caso per assicurare la buona riuscita del trapianto.
Se per il cuore difficilmente si preleva oltre i 60 anni, per la cornea il limite è di 90 anni.
Per legge è vietato essere donatori (viventi) di organi prima dei 18 anni. Tuttavia, in caso di decesso di un minorenne, i genitori, o il tutore legale, possono prendere la decisione di autorizzare o rifutare il prelievo.

Come diventare donatori? Come fare per non esserlo?
Per prima cosa occorre sapere che in Francia la legge presuppone che chiunque sia un presunto donatore (consentement présumé); permettendo a chiunque lo desideri la libertà di opporsi (loi bioéthique del 2004 revisionata nel 2011). In poche parole, tutti sono donatori in assenza di rifiuto.
Per questo motivo, la cosa più importante da fare per essere potenziali donatori di organi e tessuti è parlarne con i propri cari (il termine utilizzato è proches , ovvero le persone che più sono vicine al donatore. Non si parla di famiglia per una ragione ben precisa: non è detto che questa sia la depositaria delle volontà del potenziale donatore. La persona cara potrebbe essere un vicino di casa, un collega di lavoro, il proprio compagno/a, un amico/a, insomma chiunque sia informato sulle volontà del potenziale donatore, che potrebbe esprimersi in caso di bisogno). Inoltre è possibile indicare ai propri cari esattamente quali organi il potenziale donatore è favorevole a donare o meno.
Esistono, comunque, delle associazioni che rilasciano la carta di donatore, ma queste vengono considerate ufficiose dallo Stato, in quanto ognuno potrebbe aver cambiato idea e non aver avuto tempo di annullare l’iscrizione. Tuttavia possono aiutare durante il colloquio con i proches.
Come detto in precedenza, la legge tutela il rifiuto. Attraverso la creazione del Registre National du Refus (RNR), organo consultato prima di procedere all’iter del prelievo, lo Stato Francese si accerta delle volontà del defunto. Perché il trapianto non abbia luogo è sufficiente un solo rifiuto da parte dei propri familiari per bloccare qualsiasi operazione.
Ecco, dunque, in sintesi l’iter di controllo per l’espianto degli organi:
– controllare la registrazione al RNR (presa di posizione negativa del soggetto in vita)
– contattare i cari del defunto per prendere una decisione (disposizioni positive del soggetto in vita/ negazione dei cari)
– in caso nessuno reclami la salma è lo Stato Francese che se ne prende carico (tenendo conto del consentement présumé in caso di non registrazione al RNR)

Resgistre National du Refus
Il Registro Nazionale del Rifiuto, creato a seguito della loi bioéthique, è una forma legale per lasciare le proprie disposizioni in merito a questo argomento.
L’iscrizione a questo registro è sottoposta ad una scelta del rifiuto tramite scelta multipla. La formula recita:
Mi oppongo a qualsiasi dono di elementi del mio corpo, dopo la mia morte:
– per curare i malati (trapianto);
– per aiutare la ricerca scientifica;
– per ricercare la causa medica del decesso: autopsia (eccetto le autopsie giudiziarie alle quali nessuno si può sottrarre).
Attenzione: l’iscrizione al RNR non implica il vostro dissenso al dono di organi, ma il rifiuto di donare il proprio corpo alla scienza o di subire un’autopsia.
L’iscrizione è individuale, occorre avere almeno 13 anni ed è revocabile in qualsiasi momento.
Ecco il link per iscriversi al RNR: http://www.dondorganes.fr/medias/pdf/formulaire_registre_refusvf.pdf

Donatore vivente o deceduto
Il donatore vivente, obbligatoriamente maggiorenne, può donare solo organi doppi (reni, polmoni), il fegato, i tessuti e i gameti. Il donatore vivente si manifesta direttamente alle esigenze di un trapianto, spesso di un proprio caro. In caso di non-compatibilità, l’alternativa è il dono incrociato (don croisé). Questo può essere praticato qualora ci sia una situazione simile in un’altra coppia di donatore/ricevente, per la quale il dono incrociato risolverebbe i problemi di non compatibilità. In questo caso, gli interventi verranno fissati in contemporanea, ovvero lo stesso giorno e alla stessa ora, perché nessuno possa sottrarsi all’ultimo momento.
Il donatore deceduto può essere a cuore battente (morte cerebrale) o non battente (a seguito di un arresto cardiaco). Ovviamente in questo caso, le condizioni del dono di organi cambiano e, per questo motivo, il ricevente di un organo di una persona deceduta con arresto cardiaco, dovrà firmare il consenso informato.
Lo stato di morte cerebrale fu stata definita legalmente il 25 aprile 1968, cosa che permise due giorni dopo di eseguire il primo trapianto di cuore.

Sebbene il dialogo in ambito di bioetica resti ancora aperto nel nostro paese, trovo importante documentarsi su quanto accade all’estero, specialmente quando si decide di vivere altrove. A prescindere dalla propria opinione su un argomento delicato come questo, informarsi permette di non scontrarsi con una legislazione differente in caso di un evento di questo tipo.

Fare propria la cultura del posto in cui si vive significa anche questo: essere curiosi, attenti, consapevoli ed informati. Perché fare il proprio mestiere con passione e con impegno fa la differenza, così come essere cittadini informati.

Marco

Per qualsiasi informazione: http://www.dondorganes.fr/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>