1 anno a Parigi

26 novembre 2012 ore 18:30 (circa), sbarcavo a Parigi con un biglietto di sola andata.

Oggi festeggio il primo anniversario di una decisione non semplice,  a tratti sofferta, ma anche piena di aspettative: voglia di mettersi in gioco e di dimostrarsi capaci di affrontare qualsiasi sfida.

La decisione è arrivata dopo attenta e lunga riflessione. La parte più difficile ovviamente è stata quella di lasciare la famiglia (sapere che in caso di bisogno non basta prendere una mezza giornata libera dal lavoro), gli amici (compagni di favolose esperienze indimenticabili), le abitudini e i luoghi in cui sono cresciuto.

Il gioco valeva la candela?

Col senno di poi posso dire di Si.

Lavoro nel reparto che più mi piace (la sala operatoria), in un campo interessante e pieno di stimoli (la cardiochirurgia). Vivo a Parigi e riesco a vivere la città, anche se spesso bisogna fare notevole attenzione alle economie. Continuo a portare avanti la mia grande passione: la musica, suonando con i Wonderflu, gruppo indie rock. E, soprattutto, sono attorniato da persone per me molto importanti.

Nonostante tutto la famiglia, gli amici e i luoghi cari rimarranno sempre nel mio cuore, perchè mi hanno reso ciò che sono.

arrivo a paris

26 novembre 2013 18:30 (circa), ripenso con orgoglio al mio sbarco in terra parigina e ricordo con un sorriso la paura che avevo.

Marco

25 thoughts on “1 anno a Parigi

  1. il percorso stesso che spera di fare mia figlia, Parigi città che ama, ferrista in sala operatoria….chissà, magari un giorno vi conoscerete….

  2. Buonasera,
    sono un’infermiera neolaureata interessata a lavorare in Francia. Ho letto che per poter lavorare in Francia occorre il diploma o attestato di laurea. Lei dove lo ha ottenuto? La mia università non mi ha rilasciato nulla il giorno del conseguimento della mia laurea. Come posso fare? Cordiali saluti Giulia Ricci

    • Salve Giulia,
      il giorno della laurea non viene rilasciato nulla a nessuno. Solitamente 3 giorni dopo, in base all’Università, c’è la possibilità di scaricare l’attestato di Laurea direttamente dal sito universitario accedendo con le proprie credenziali. In caso il sistema informatico non funzionasse a dovere,penso che la soluzione migliore sia rivolgersi alla segreteria studenti.

  3. Ciao! inizio con il ringraziarti davvero per le utili informazioni che ci passi:)) mi sono laureata due settimane fa e da mesi sogno di lavorare a Parigi!!grazie a te ho una strada da percorrere e la speranza di un lavoro migliore di quello offerto in Italia..sto seguendo la lista dei documenti che hai riportato e passo passo provo a seguire i tuoi consigli..devo solo aspettare la certificazione del Collegio IPASVI e posso cominciare concretamente…GRAZIE!!!

  4. Salve, sono un infermiere italiano neo laureatomi nel novembre del 2013. Ho deciso di fare l’infermiere a Parigi. Il suo blog mi è stato molto utile. Desidero scriverle una mail. Sarò a Parigi dal 2 dicembre al 12 dicembre. Se fosse possibile mi farebbe piacere incontrarla, dove ed all’orario che le è più comodo, per chiederle ulteriori consigli.

  5. Ciao Marco, sono un ragazzo Romagnolo come te! di Cesena, però laureato in Tecniche di Radiologia Medica. Anchio ho in mente di provare in Francia. Credo che i preziosi consigli del tuo blog si possano quasi sovrapporre al mio caso, e che l’Allegato sia lo stesso che indichi tu e anche il(lungo) percorso burocratico. Volevo chiederti se è così importante questo documento di buona condotta rilasciato dal collegio e di cosa si tratta esattamente.. il mio collegio non ne sa molto a riguardo. E per la vaccinazione, non essendo vaccinato per la TBC, dici che mi convenga farla qui in Italia o posso direttamente farla li alla “sperata” assunzione? Grazie davvero per questo blog molto utile!

    • Ciao Alessandro!
      Si, penso che l’iter burocratico si discosti di poco tra tecnico di radiologia e infermiere.
      In ogni caso tengo a precisare che la buona condotta è un documento fondamentale, perchè attesta la tua efficienza, rassicurando il paese che ti accoglie. Che il tuo collegio di riferimento non ne sappia molto, mi risulta strano, ma probabilmente dipende dal fatto che nessuno, fino ad ora, ne abbia fatta richiesta. Il documento viene richiesto in Francia, perciò, se il collegio non rilascia nulla, ti invito a richiedere il “Good Standing”, ovvero il modello G4, che trovi su questo link: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=2972&area=professioni-sanitarie&menu=riconoscimento (importante è selezionare “titoli conseguiti in Italia”).
      Riguardo la vaccinazione, credo tu possa farla dove vuoi. Io l’ho fatta in Francia, perchè non ne sapevo nulla. Farla in Italia ti permettere di abbattere le barriere linguistiche e sveltire le pratiche per un’assunzione. Nel mio caso, per lavorare in sala operatoria, la vaccinazione per la TBC è stata obbligatoria. Non so dirti se per te sarà obbligatoria, in ogni caso sappi che le vaccinazioni nei centri appositi, in Francia, sono gratuite.

  6. Sera, mi sono Laureata nel marzo 2013, e sogno di lavorare a Parigi, l’unico mio problema è la lingua, conosco a mala pena una base che mi permette un dialogo minimo d’interazione sociale, mentre non conosco affatto la lingua a livello sanitario, voi come avete risolto questo problema?

    • Buona sera!
      Congratulazioni per la recente Laurea!

      Chiaramente è importante progredire ulteriormente nella lingua francese cercando di ottenere le dovute certificazioni. Per quanto mi riguarda, la lingua a livello sanitario l’ho affrontata e studiata durante il mio periodo di Erasmus negli ospedali di Lione (3 mesi). Durante questo periodo ho appreso buona parte del linguaggio tecnico che fortunatamente non cambia in modo drastico. Molte parole si assomigliano, purtroppo però ci sono anche dei falsi amici, ragion per la quale è bene comunque conoscere e non affidarsi all’assonanza delle parole.

  7. Carissimo Marco,
    io non sono appena laureata, mi sono diplomata 23 anni fa, ho lavorato in medicina, poi 7 anni in PS con esperienza anche di 118 2 anni in un blocco operatorio come infermiera d’anestesia e altri 8 come strumentista.
    Due anni fa master in coordinamento e ora sono coordinatrice in una riabiitazione.
    Per circa 2 anni ho fatto esperienza di cooperazione internazionale in Nicaragua, Bolivia, COngo , COsta d’Avorio e Libano. Parlo abbastanza bene francese, inglese e spagnolo.
    Mi piacerebbe lavorare in Francia, ma ho una paura folle, soprattutto di non essere all’altezza e di sentirmi un'”EMIGRATA”.
    Che mi dici a questo proposito?
    Grazie per il tuo sito!!!!
    Un forte abbraccio e un meraviglioso 2014!
    Silvia

    • Ciao Silvia!
      Con un CV del genere non sentirsi all’altezza è decisamente paradossale! Te lo dico dall’alto dei miei 4 mesi di Casa di cura per anziani ed i miei ormai 8 mesi di sala operatoria, ehehe.
      Sicuramente il CV non ti manca e con tutte le esperienze che hai fatto non credo tu possa aver problemi a trovare un lavoro (Italia compresa).
      Gli anni di cooperazione internazionale li hai svolti nei rispettivi paesi? Perchè se così fosse, credo che la sensazione di sentirsi emigrato è l’ultimo dei problemi. E’ importante avere una propria identità per potersi meglio ambientare nel nuovo tessuto sociale nel quale andrai ad inserirti.
      Insomma a mio avviso l’unica cosa che dovresti ottenere è la certificazione linguistica (oltre a tutti gli altri documenti necessari), dopodichè non ti resta che scegliere la città che più ti piace.
      Grazie a te ed un augurio per un sorprendente e meraviglioso 2014
      Marco

      • Carissimo Marco,
        sì ho vissuto per 3 mesi in Bolivia, 6 mesi in Nicaragua, etc..
        Il primo progetto in Libano, durato 7 mesi, consisteva nell’addestramento dei soccorritore della Croix Rouge Libanaise, le lezioni che tenevo erano in lingua francese, il secondo, in lingua inglese è durato 9 mesi .
        In Congo con msf ero l’unica italiana tra francesi e belgi, tutti meravigliati che avessi appreso la lingua francese a scuola, la parli troppo bene…..
        Eppure ho passato tutto il volo Roma Bruxelles in panico, avevo paura di non riuscire a chiedere informazioni in aeroporto per raggiungere la “siège de msf”….
        Solite paranoie…..adesso inizio già a farmi problemi per il delf.

        ….
        Joyeux 2014!!!!
        Silvia

        • Ciao Silvia!
          Hai fatto delle esperienze bellissime!!! E sono sicuro che per il Delf b2 non avrai problemi. E’ normale avere un pò di paura, ma questo ci permette di non prendere sottogamba certi impegni.

          In bocca al lupo!

          Joyeux 2014 et meilleurs voeux!!!

  8. Ciao Marco sn a Parigi da 2 anni e lavoro da un anno e mezzo in una casa di riposo ed adesso in una ssiad a Parigi. Quando sono arrivato a Parigi non era obbligatorio avere un livello b2 ma lo parlicchiavo un pochino il francese. Mi piacerebbe davvero fare una esperienza dans le bloc, nel tuo servizio cercano infermieri? Ovviamente non ho alcuna esperienza in ambito operatorio ciao se mi dai la tua email ci sentiamo tramite email

    • Ciao Davide,
      la richiesta del Delf B2 è entrata in vigore di recente (credo giugno 2013, ma non ho ritrovato la legge, per cui non ne ho la certezza). Dopo due anni a Parigi penso che tu abbia raggiunto un buon livello linguistico, ragion per cui se volessi ottenere la certificazione, per stare dalla parte del sicuro, faresti un buon investimento.
      Nel mio blocco operatorio hanno appena assunto nei recenti mesi 4 nuovi infermieri e prossimamente ci sarà il rientro di una infermiera in maternità e l’ultima assunzione (per quel che ne so la caposala sta valutando tra tre persone). Puoi comunque fare richiesta, in ogni caso ti consiglio di guardare le offerte di lavoro della ap-hp per conoscere i posti disponibili nei diversi ospedali.
      La mail: infermiereaparigi@gmail.com

  9. ciao marco !, intanto complimenti per il tuo blog !,io mi chiamo Gottuso Salvatore e con mia moglie siano 2 trentenni entrambi tecnici di radiologia(laureati nel 2007) a Reggio Emilia, ma circa 10 anni fa anche noi abbiamo vissuto per più di un anno a Parigi , per cui conosciamo la città e quindi ti capisco se anche tu te ne sei innamorato !, ciò nonostante , oggi ci balena l’idea (folle?) di provare a capire se è possibile trasferirci li ma stavolta lavorando come tecnici , visto che 10 anni fa non avevamo terminato gli studi e lavoravamo nella ristorazione , puoi darmi qualche dritta riguardo all’iter per la conversione del titolo di studio? bisogna sostenere un esame di lingua ? io ho chiamato il collegio nazionale dei tecnici di radiologia francese , e mi hanno detto di tradurre la laurea ed un documento di identità e spedire il tutto a DRJSCS (Direction règional de la Jeunesse ,des sports et de la cohèsion sociale) e che loro mi risponderanno indicandomi la corrispondenza del titolo di studio ed eventuali documentazioni da fornire .
    Credi che sia il giusto punto di partenza ?hai la possibilità di scrivermi una piccola scaletta per mettere maggiore ordine nella mia mente ?:))
    ti ringrazio tanto !! a presto !
    salvatore.

    • Ciao salvatore,
      grazie mille per i complimenti.
      Potrai trovare tutte le risposte cercando i vari articoli nel blog. In particolare ti consiglio di partire dall’indice dove c’è l’elenco con i link per ogni specifico documento.

  10. Grazie Marco per tutti i tuoi consigli, io sono arrivata alla fase dell’esame della lingua, che non sapevo andasse fatto, tu sai dirmi di cosa si tratta?
    Tutto questo per iscrivermi all’Albo Professionale, i documenti sono tutti a posto.
    Grazie
    Nadia

  11. infatti , sul tuo blog ho trovato effettivamente tutto ciò che speravo di sapere per cominciare a lavorarci su !!!, ancora complimenti perla precisione !!!.
    Marco , volevo chiederti se per caso hai avuto modo di conoscere dei tecnici di radiologia nella tua struttura , e se secondo te su parigi esiste effettivamente una possibilità di trovare !!
    grazie ancora e buon lavoro !

    • Ciao Salvatore,

      Mi scuso per il ritardo nella risposta. Purtroppo lavorando in sala operatoria non ho modo di poter venire a contatto con il personale di altri reparti. In più l’ospedale in cui lavoro è enorme e le possibilità di incontrarsi si riducono. Indubbiamente le possibilità lavorative ci sono, se ho ben interpretato la tua domanda. L’iter burocratico per ottenere l’equipollenza del diploma non è poi diversa da quella degli infermieri. Se posso darti un consiglio, prova a contatttare il ministero della salute e a chiedere maggiori informazioni. Sicuramente troverai una pista da seguire! In bocca al lupo!

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